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XVIII RIEVOCAZIONE STORICA CANOSSANA

"Il perdono di Canossa"

   
Domenica 7 Settembre 2008 - Ciano d'Enza di Canossa
La seconda metà dell'anno mille rappresenta il momento cruciale che ha consegnato Canossa ed il suo territorio all'immortalità storica. Correvano infatti gli ultimi giorni del gennaio 1077 all'interno delle mura dell'imponente maniero di Canossa quando, grazie alla mediazione della contessa Matilde, il Papato e l'Impero rappresentati da papa Gregorio VII, depositario del potere spirituale, e dall'imperatore Enrico IV, depositario del potere temporale, giungevano ad un compromesso politico universalmente noto come "il perdono di Canossa".

Un avvenimento storico di importanza assoluta che ogni anno rivive nella tradizione popolare locale, la prima domenica di Settembre in occasione dell'antica fiera, attraverso una grande rappresentazione scenica che raccoglie tutte "le genti" di Canossa, provenienti dalle varie contrade e rigorosamente in costume medievale, per animare con musica e danze, prove di forza, tiro con l'arco, giochi di bandiere e duelli a cavallo, la rappresentazione del memorabile perdono.
Protagonista, oggi come allora, Matilde, la grande contessa, calata nelle vesti di un personaggio famoso dello spettacolo, a riproporre la sua "fama eterna". Al suo fianco papa Gregorio VII coi suoi cardinali, l'imperatore Enrico IV vestito di un semplice saio, il devoto Donizone, l'abate Ugo di Cluny ed il fedele Arduino della Palude, sapiente dignitario e coraggioso uomo d'arme. E poi intorno ancora ancelle, cortigiani, cavalieri, signori, commercianti, dotti, uomini d'arme, lottatori e popolani.
Storia e folclore che hanno varcato i confini di Canossa per instaurare rapporti d'amicizia stabili, ad esempio, con la comunità di Sovana (GR), paese natale di Gregorio VII, che ogni anno sfila con il proprio gonfalone e i propri dignitari per onorare la Gran Contessa.
I costumi sono il frutto di uno studio attento e scrupoloso della verità storica, attraverso un recupero filologico dei modelli, dei colori, degli elementi di contorno caratterizzanti ogni personaggio. Un lavoro costante e preciso che ha coinvolto (e continua a coinvolgere) diversi artigiani ed in particolare le sarte, le quali con ammirevole abnegazione, hanno dato "colore ed eleganza" ad un'immane "opera scenica".
Alcuni costumi del Corteo Storico Canossano a testimonianza della accuratezza di disegno e confezione, sono in mostra nel Museo Nazionale di Canossa. Nelle ultime settimane appena trascorse, su richiesta della provincia di Mantova i costumi sono stati utilizzati per le riprese cinematografiche del primo film documentario sulla vita di Matilde per la regia di Emanuela Rizzotto e la produzione che ha recentemente curato per Rai2 il fim "Don Milani, il priore di Barbiana".

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Veronica Maya

Brevi note biografiche
Nasce a Parigi, accanto alla Chiesa di Notre Dame, il 14 luglio da genitori italiani. Fino all'età di 5 anni parla solo il francese, poi nel 1982 si trasferisce in Italia a Sorrento dove i genitori aprono un ristorante con piano bar e cabaret. Inizia a studiare danza e recitazione e dopo il Diploma vince anche una Borsa di studio per la scuola di Renato Greco a Roma, dove debutta con vari musical.

Nel 2005/2006 ha condotto
Stella del Sud ogni sabato pomeriggio su RaiUno.

Nell'estate 2006 continua la sua avventura il sabato pomeriggio su RaiUno con Italia che vai.

Sempre nel 2006 ha condotto Lo Zecchino d'oro Edizione n. 49 e uno speciale di Linea Verde su Sanremo.

Nel 2007 viene riconfermata a Lo Zecchino d'Oro Edizione n. 50 con Lorena Bianchetti.

Nell' estate 2007 invece viene chiamata a condurre la versione estiva di Uno Mattina con Duilio Gianmaria.

Nella stagione 2007/2008 ha condotto Linea Verde, ogni Domenica ore 12:20 sempre su RaiUno, con Massimiliano Ossini.

Nell'estate 2008 riconferma il suo successo a Uno Mattina Estate con Massimo Mignanelli fino al 27 giugno; dal 30 giugno è affiancata da Bruno Mobrici.

Il 12 Luglio 2008 ha fatto il suo esordio in prima serata su RaiUno conducendo la puntata numero zero del programma Incredibile!. Nella prossima stagione 2008/2009 si prevede conduca un nuovo programma per RaiUno, dal lunedì al venerdì dalle ore 10 alle 11, il cui titolo sarà Verdetto finale, dove si parlerà di casi giudiziari già sottoposti a un giudice, ma che verranno riesaminati per il pubblico dalla Rai.



PRESENTAZIONE CONTRADE

Le contrade rappresentano diverse zone del territorio di Canossa ed ogni contrada si distingue per propri colori, per proprie insegne e per propri personaggi in costume che simboleggiano caratteristicamente tutte le tradizioni e le tipicità della contrada stessa.
Schematicamente, partendo dal fiume e salendo ai colli, distinguiamo:
I. La Contrada del Rio, che costeggia l'Enza verso Nord e che comprende i nuclei abitati più antichi del territorio come Vico, Taverne, Carbonizzo e Luceria, l'antico sito "romano" che ancora oggi offre non pochi spunti d'interesse per archeologi, storici e studiosi in genere. Oltre a nobili, spiccano alcune specifiche figure di mestieri e artigiani. Tre questi le cestaie che trovano proprio lungo le rive dell'Enza il flessibile salice, utilizzato per le tipiche produzioni di cesti, contenitori e quant'altro.
II. La Corte di Cilianum, corrisponde a Ciano d'Enza, il centro, la sede operativa del territorio, oltre che nucleo abitato più numeroso, il luogo in cui si svolge gran parte della vita sociale, culturale e produttiva del comune. Tra i personaggi caratteristici si ricordano l'orefice, l'alchimista, il lapicida, detentore della tecnica scultorea che fa riferimento all'Ars Canusina.
III. La Contrada di Cerezzola, si trova in un importante crocevia tra collina e fondovalle. Qui troviamo un piccolo oratorio, bellissimo esempio dell'architettura Romanica, ed un antico mulino ad acqua e proprio per questo alcuni personaggi fanno riferimento all'antico mestiere dei mugnai e dei panettieri. Inoltre vanno anche ricordate le filatrici ed i falegnami, altre attività assai radicate nel territorio.
IV. La Contrada di Trinità, è il secondo nucleo abitato del territorio comunale, zona centrale nell'ambito di un'area collinare, in cui si possono ammirare diversi borghi antichi tra cui: Selvapiana, Monchio delle Olle, Pietranera e Vedriano, con caratteristiche case a torre. Qui troviamo artigiani della terracotta, fabbri, ma anche aristocratici, cardinali e cavalieri.
V. La Corte dei Castelli, geograficamente racchiude il nucleo canossano dei castelli: Canossa, Rossena, Rossenella, Cerredolo, Cavandola, Braglie e Casalino, luoghi collinari, in parte boschivi e montagnosi, in cui la storia e le sue vicissitudini hanno lasciato maggior segno. Questa contrada conta nobili, ma anche uomini di legge, notai e potenti esponenti del nucleo reggiano, che tra la fine del sec. XI e l'inizio del XII, videro accresciuto il proprio potere.
VI. I Nobili di Canossa, ovvero la corte di Matilde, che comprende tutti i nobili al seguito della Contessa. Fra questi spicca la figura di Arduino della Palude, fedele e coraggioso uomo d'arme da sempre al fianco della Gran Contessa.
VII. Le Corti di Monte Staffola che riuniscono il territorio più aspro e montagnoso di tutto il Comune: Compiano, Borzano, Roncovetro e Roncaglio con le caratteristiche case a torre. I personaggi rappresentati sono taglialegna, cacciatori, contadini e pastori. Si ricordano inoltre i monaci che proprio all'inizio del XII sec. diedero vita a corti, pievi e cappelle.
I costumi sono il frutto di uno studio attento e scrupoloso della verità storica, attraverso un recupero filologico dei modelli, dei colori, degli elementi di contorno caratterizzanti ogni personaggio. Un lavoro costante e preciso che ha coinvolto (e continua a coinvolgere) diversi artigiani ed in particolare le sarte, le quali con ammirevole abnegazione, hanno dato "colore ed eleganza" ad un'immane "opera scenica".



I COSTUMI DEL PERDONO DI CANOSSA PER LA DOCU-FICTION DI MATILDE

Nell'ambito delle celebrazioni matildiche che le Province di Mantova e Reggio Emilia hanno promosso per il 2008/2009 la Provincia di Mantova sta preparando un film documentaristico sulla vita di Matilde. Si tratta di una produzione importante per la regia di Emanuela Rizzotto che con lo stesso produttore di questa "docu-fiction" ha recentemente presentato su Rai 2 "Don Milani, il priore di Barbiana".
Tenendo come base il testo di Donizone "Vita Mathildis" la regista Rizzotto ha voluto ripercorrere i momenti salienti della vita della Gran Contessa e della sua famiglia. Per l'allestimento e i costumi il Presidente della Provincia di Mantova, dott. Fontanili, e la regista hanno contattato direttamente il Comitato organizzatore del Corteo Storico Canossano per ottenere l'utilizzo dei costumi storici che vengono utilizzati dalle Contrade Canossane nella rievocazione del famoso "Perdono".
Dopo alcuni incontri di confronto con la regista Rizzotto sono immediatamente partite le riprese televisive. Tutti i protagonisti principali della narrazione, Matilde adulta e bambina, Bonifacio e Beatrice di Lorena, gli imperatori, Donizone e Ugo di Cluny, il papa Gregorio VII sono stati interpretati da attori teatrali che hanno indossato i costumi di Canossa; altri abiti della nobiltà, armigeri, arcieri, popolani sono stati indossati da comparse locali scelte nei luoghi dei vari set per un totale di oltre un centinaio di costumi.
Si è girato a Canossa, Carpineti, Toano, Paullo in provincia di Reggio, a Mantova e a Stellata in provincia di Ferrara. Alcuni ragazzi e giovani di Canossa hanno seguito la troupe su diverse location interpretando militi e arcieri dell'esercito della Gran Contessa. Gli stessi arcieri hanno avuto anche il compito di istruire sull'uso dell'arco Veronica Lipreri, l'attrice mantovana che interpreta Matilde. Proprio a Stellata gli abiti dei popolani di Canossa hanno ripopolato e dato vita ad un villaggio medievale con mestieri ed attrezzi del tempo passato.
Si è trattato di un'esperienza molto interessante che ha portato le comparse a contatto con un set cinematografico in azione e con la fatica della ripetizione delle varie scene fino al raggiungimento del risultato ottimale. Moltissima soddisfazione, infine, per le Contrade Canossane che hanno visto valorizzato l'impegno di anni di ricerca e ricostruzione dei costumi storici che si potranno ammirare il 7 settembre prossimo nella XVIII Rievocazione Storica a Canossa.
Ora le contrade attendono con ansia l'uscita del film che le ha viste protagoniste e che, certamente, verrà presentato in anteprima al pubblico nel rinnovato teatro "Matilde di Canossa" a Ciano d'Enza.



IN VIAGGIO CON... LA STORIA A TUTTO VAPORE

A CANOSSA CON LA LOCOMOTIVA A VAPORE

In occasione della XVIII Rievocazione Storica Canossana in collaborazione con ACT e SAFRE viene organizzato un viaggio in locomotiva a vapore da Reggio Emilia-Stazione Centrale a Canossa. Si viaggerà con la storica locomotiva CCFR n°7 prodotta da Henschel & Sohn in Germania nel 1907, messa a fine servizio nel 1959 e completamente restaurata nel 1991, una delle pochissime locomotive a vapore ancora funzionanti in Italia.
I passeggeri saliranno su comode carrozze con le antiche panche in legno di noce, percorrendo un tratto ferroviario attraverso i paesaggi della Valle dell'Enza fino a giungere alla vista degli storici castelli di Rossena e Canossa e della torre di Rossenella.
Nel centro di Ciano d'Enza i nostri ospiti potranno degustare prodotti tipici locali ed assistere alla XVIII Rievocazione Storica Canossana.
Il viaggio ha la durata di circa 1 ora per una velocità di circa 35 Km/h e porterà i passeggeri in centro a Ciano d'Enza, evitando l'utilizzo dei mezzi di trasporto privati e la ricerca del parcheggio. Il costo del biglietto di andata e ritorno è di Euro 5,00 per gli adulti (gratis bambini fino a 14 anni).
La partenza è prevista a Reggio Emilia per le ore 14.20 ed il rientro da Canossa verso le ore 19.31.

In occasione dell'Anno Matildico promosso dalla Provincia di Reggio Emilia sarà possibile per chi prenota il viaggio in treno, visitare la Mostra "Matilde e il tesoro dei Canossa" con notevoli agevolazioni. All'atto della prenotazione del biglietto del treno verrà consegnato un coupon che darà la possibilità di ottenere il biglietto scontato per la visita della Mostra (Euro 5,00 anziché 7,00) e di partecipare ad una visita guidata gratuita nella mattinata del 7 settembre, prima della partenza del treno per Canossa.
Una proposta imperdibile per chi vuole unire storia, cultura e natura nel segno di Matilde.

Per informazioni e prenotazioni
A.C.T. 333.4125412 – Biglietterie 0522.442200 / 0522.431667
I.A.T. TERRE MATILDICHE 0522.872225 e-mail iat.terrematildiche@libero.it



Mostre collaterali


Il rinnovato teatro comunale "Matilde di Canossa" a Ciano d'Enza ospiterà i pannelli della mostra "Rossenella e i castelli di Matilde" realizzati grazie all'impegno dei bambini e dei ragazzi di alcune sezioni della Nuova Scuola Materna Santa Teresa di Reggio Emilia, della classe IV della Scuola Elementare di Canossa e della V Superiore dell'Istituto Don Zefirino Iodi per i Servizi Turistici.
Promossa dalla sezione Fai di Reggio Emilia e con il patrocinio di diverse istituzioni tra cui l'Istituto Superiore di Studi Matildici la mostra è stata presentato lo scorso 19 Aprile presso il Museo Diocesano di Reggio Emilia con un notevole successo di pubblico ed ha ottenuto il Primo Premio Nazionale del Fai nell'ambito del progetto "Il bello in piazza".
Un riconoscimento molto prestigioso in quanto al concorso Fai hanno partecipato centinaia si classi provenienti da tutta Italia.
La Mostra viene riproposta in occasione della Rievocazione Storica Canossana per permettere al pubblico presente di vedere come bambini, ragazzi e giovani hanno saputo interpretare in modo innovativo la storia locale e matildica in particolare.

Nell'evocativa sede della Torre di Rossenella, per celebrare l'attribuzione da parte dell'Istituto Italiano dei Castelli alla Torre della targa di "Monumento segnalato" per il particolare valore storico ed architettonico, è ospitata la mostra "I paesaggi di Matilde" del pittore Mario Bertolini.
Mario Bertolini ha al suo attivo diverse esposizioni personali tra cui l'ultima nella torre civica di San Polo d'Enza con un notevole successo di critica e di pubblico.
In occasione della Rievocazione ha voluto portare colori ed emozioni del territorio canossano all'interno di un monumento che ha attraversato i secoli testimoniando la forza e la potenza della dinastia canossana.
Il pittore Mario Bertolini è inoltre autore della china raffigurante un ideale avvicinamento spaziale tra Canossa e Sovana che l'ISSM ho donato al cardinale Angelo Comastri in occasione dell'incontro avuto con S.E. nel 2007 a Sovana, patria natale di Gregorio VII.





 
    
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